Incontro: leggere il paesaggio attraverso le erbe
Quando:
06 Aprile 2026, 16:30 - 17:30
Dove:
Focus:
Incontro
Proposta:
"Leggere" i paesaggi attraverso le erbe
Un incontro per riscoprire e comprendere le erbe spontanee quali linguaggio del paesaggio. Pietro Ganni guiderà gli ascoltatori in un percorso dove gusto e memoria legati alla flora commestibile diventano strumenti di conoscenza e racconto gastronomico di diversi territori.
Le erbe spontanee non sono soltanto ingredienti: sono segni sensoriali del paesaggio che forgiano e contraddistinguono la gastronomia di ogni luogo. In ogni foglia, aroma o nota di sapore si ritrovano stagioni, pascoli, altitudini e mani che hanno saputo riconoscere e raccogliere, facendo diventare una pratica semplice come quella dell' "andar per erbe" in una ricetta consolidata di uno specifico territorio. Attraverso queste ricette e il loro gusto, è possibile interpretare un territorio e “leggerlo”: l’amaro, l’aspro, il dolce vegetale diventano parole di un linguaggio che unisce cultura e natura, cucina e memoria, fondando la gastronomia di ogni luogo.
Le ricette che accompagnano questo racconto sono gesti antichi di riconciliazione tra uomo e paesaggio — piatti che ancora oggi sanno parlare ai sensi e alla memoria, perché identificativi di una cultura e comunità:
- riso, latte e malva
- polenta grisa con erbe miste
- zuppa di ajucche
- frich dal marghè con acetosa
- ketchup di rosa canina
- cavoli fermentati con cumino dei prati
- pesti selvatici
- preboggion
Ogni erba insegna un modo di sentire, interpretare e ascoltare il paesaggio: attraverso il naso, la lingua e, infine, la memoria.
Possibilità di pranzare, prima dell'incontro e previa prenotazione, presso il ristoro Ansema con menu fisso o borsa da picnic che potrete gustare nell'area verde.
Un incontro per riscoprire e comprendere le erbe spontanee quali linguaggio del paesaggio. Pietro Ganni guiderà gli ascoltatori in un percorso dove gusto e memoria legati alla flora commestibile diventano strumenti di conoscenza e racconto gastronomico di diversi territori.
Le erbe spontanee non sono soltanto ingredienti: sono segni sensoriali del paesaggio che forgiano e contraddistinguono la gastronomia di ogni luogo. In ogni foglia, aroma o nota di sapore si ritrovano stagioni, pascoli, altitudini e mani che hanno saputo riconoscere e raccogliere, facendo diventare una pratica semplice come quella dell' "andar per erbe" in una ricetta consolidata di uno specifico territorio. Attraverso queste ricette e il loro gusto, è possibile interpretare un territorio e “leggerlo”: l’amaro, l’aspro, il dolce vegetale diventano parole di un linguaggio che unisce cultura e natura, cucina e memoria, fondando la gastronomia di ogni luogo.
Le ricette che accompagnano questo racconto sono gesti antichi di riconciliazione tra uomo e paesaggio — piatti che ancora oggi sanno parlare ai sensi e alla memoria, perché identificativi di una cultura e comunità:
- riso, latte e malva
- polenta grisa con erbe miste
- zuppa di ajucche
- frich dal marghè con acetosa
- ketchup di rosa canina
- cavoli fermentati con cumino dei prati
- pesti selvatici
- preboggion
Ogni erba insegna un modo di sentire, interpretare e ascoltare il paesaggio: attraverso il naso, la lingua e, infine, la memoria.
Possibilità di pranzare, prima dell'incontro e previa prenotazione, presso il ristoro Ansema con menu fisso o borsa da picnic che potrete gustare nell'area verde.
Partecipazione:
Prenotazione gradita (la sala del ristoro può ospitare solo un numero ristretto di persone)
Contatti:
Pietro Ganni titolare di Ansema, Ristoro Bioculturale
+39 351 430 3205
+39 351 430 3205
Un iniziativa promossa da:
Ansema Ristoro Bioculturale
Ansema è un modello di ristoro e “rifugio” bioculturale: un luogo che unisce i saperi ambientali e culturali del territorio, promuovendo una cucina botanica che valorizza la biodiversità e l’uso di erbe e frutti spontanei. Coltiviamo e produciamo direttamente frutta e verdura con metodi naturali, garantendo la genuinità del prodotto. L’intero ciclo, dalla semina al piatto finito o al trasformato, avviene in azienda. Più che un ristoro, siamo una famiglia allargata. Crediamo nel valore della comunità; per noi cucinare, oltre ad essere un metodo per fare politica attiva, significa coltivare relazioni forgiando legami autentici e duraturi.
VEDI
Pietro Ganni - Cuoco comunitario e consulente di fitoalimurgia
Classe 1992, di origini biellesi, consegue il diploma alberghiero con specializzazione in cucina. Dopo la maturità, svolge brevi tirocini professionalizzanti non retribuiti in alcuni ristoranti stellati, partendo dal Il Patio di Pollone a Biella, per poi proseguire al ristorante Alice di Milano, guidato dalla chef Viviana Varese e al Il Luogo di Aimo e Nadia, sempre a Milano. Frequenta poi per un anno l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che gli permette di diventare un curioso esploratore e ricercatore, con particolare interesse per la botanica del cibo, la fitoalimurgia e le scienze della biodiversità. E’ fondatore e presidente dell’associazione EGDA - Ethnobotany and Gastronomic Diversity of the Alps e dei progetti di Erbass (www.erbass.it) dal 2023, tra i quali spiccano la rassegna primaverile sulle erbe spontanee denominata “Primavera Gastronomica” e un giardino fitoalimurgico a Vermogno, ideato da lui e dedicato a suo nonno partigiano, che gli ha tramandato le prime conoscenze sulla flora spontanea.
Nonostante negli ultimi anni abbia avuto esperienze come responsabile e Chef di diverse cucine, ama ancora definirsi cuoco comunitario; Pietro considera infatti il cibo principalmente uno strumento per generare socialità, convivialità, e reinserimento sociale di persone sole o svantaggiate.
Da giugno 2025 Pietro è cuoco e titolare insieme a Marta Miolo di Ansema Società Semplice Agricola, un azienda agricola con annesso un piccolo ristoro bioculturale che funge da agriturismo nell'area verde di Santo Stefano di Sessano, a Chiaverano - TO
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